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RUBEN DONATONE ARCHITETTO

Nasce a Campobasso il 29 marzo 1988. Nel 2007 si iscrive alla facoltà di Ingegneria in "Unimol", ma dopo un anno decide di seguire la sua passione più grande: l'Architettura. 

Nel 2008 si trasferisce a Roma e si iscrive alla facoltà di Architettura "Vallegiulia" in "Sapienza", in cui ottiene la Laurea Specialistica a ciclo unico "Architettura U.E." (110 e lode/110) il 26 marzo 2014, con una tesi progettuale riguardante il ripensamento del lotto retrostante il muro di mascheramento su via dei Fori Imperiali, mediante la realizzazione di un museo sull'architettura razionalista. Durante gli anni universitari stringe un forte legame di amicizia e collaborazione con l'arch. Giuseppe Felici che lo porta a condividere insieme sacrifici e soddisfazioni, dal percorso universitario speculare alle prime esperienze in concorsi di progettazione.
Il 16 settembre 2014 ottiene l'abilitazione all'esercizio della professione di architetto. Il 19 Marzo 2015 si iscrive all'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Campobasso, settore A sezione "Architettura", conseguendo il titolo di "Architetto Senior", matricola n°769. 
Nel 2015 instaura un rapporto di collaborazione professionale con lo studio di architettura PDBass dell'arch. Guido Puchetti e dell'arch. Maria Claudia Di Bello, con i quali, tuttora, condivide esperienze professionali. Consegue negli anni importanti riconoscimenti nel campo dell'Architettura e dell'Interior Design: nel 2016 partecipa al Talent House 2016 | Bathroom Edition e il suo progetto si classifica in terza posizione su scala nazionale; nel 2017 partecipa al Concorso di Idee per la realizzazione di Scuole Innovative (Comune: Santa Croce di Magliano) e il Team di cui fa parte (arch. Ruben Donatone, arch. Guido Puchetti, arch. Maria Claudia Di Bello, arch. Marco Di Ciocco, arch. Marianna Travaglini) si classifica al Primo Posto su scala nazionale.

Fa del minimalismo estetico e del rigore compositivo un modus operandi determinante e facilmente connotabile, in quanto il significato di un'opera o di una parte pensata, matura nell'essenziale. Con il trascorrere degli anni giunge ad un'idea di architettura basata su principi cardine desunti dalla storia: percepisce l'architettura stessa come concretizzazione di un'idea, basata su canoni proporzionali ben definiti, vista come incontro tra libertà e regola. Considera il progetto come l'esito di un rapporto spiraliforme tra invenzione e modello: esso è guidato dal bello, percepito come rapporto tra poesia e metrica, tra armonia e proporzione.

Entra nel mondo della fotografia in modo graduale e cresce da autodidatta, grazie all'enorme passione nei confronti di questa realtà. Fotografa e stampa in bianco nero e a colori, occupandosi di fotografia narrativa e scegliendo l’ordinario come “evento imprescindibile", rendendolo un "momento epifanico" all'interno di storie quotidiane. 

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